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Molti sono i giovani cantanti oggi in carriera affermatisi o
comunque scoperti a Sarzana nel corso del premio Spiros Argiris.
Dei vincitori delle prime edizioni basterà ricordare Sophia Mitropulos Vogiatzoglou,
soprano greco,che ha vinto dopo Sarzana il 1º premio "Voci Verdiane" a Busseto 2003,
ed ha cantato in diversi teatri in Italia e all'estero. Gianna Queni, soprano, che è
risultata vincitrice del 1º premio al Concorso "Cilea" di Reggio Calabria ed ha poi
interpretato Liù nella Turandot e Mimì in Boheme al Festival Pucciniano di Torre
del Lago, oltre a diverse partecipazioni in Italia e turnées all'estero come
protagonista.
Gabriele Ribis, basso baritono, canta regolarmente
in diversi teatri italiani e stranieri, ed ha interpretato fra l'altro
"Candide" di Bernstein al teatro Argentina di Roma. Sungil Kim,
baritono, canta regolarmente in diversi teatri francesi e tedeschi.
Sabrina Vianello, soprano, ha al suo attivo importanti
produzioni nazionali ed estere come il "Il Tabarro" a Milano diretto da
Chailly, ed è stata Musetta nella Boheme con Renzetti.
Per quanto riguarda la prima ed il secondo classificato nell'edizione
2003, il mezzo soprano Akye Ong Lee, dopo Sarzana ha vinto il premio
Busseto ed ha iniziato una bella carriera in Italia, Germania e Austria, mentre
Omar Montanari, baritono, è stato ingaggiato in numerose
produzioni dal Teatro di Spoleto.
Ma è dopo il salto di qualità operato con il Concorso del 2004 che la crescita
anche qualitativa della partecipazione dei giovani concorrenti ha fatto registrare
nuovi insperati traguardi. Ricorderemo coś la vincitrice dell'edizione 2004
Hwang Sin Hyung (ora diventata Silvia Hwang), soprano coreano,
che si è aggiudicata nella primavera 2005 il primo premio assoluto al
Festival lirico di Montreal fra 190 voci partecipanti, e canta ora in molti
teatri italiani, francesi, svizzeri e canadesi, interpretando fra l'altro la
Regina della Notte nel Flauto Magico, Le Nozze di Figaro al Gran teatro
di Ginevra, il Don Pasquale di Donizetti a Brescia, l'Enea di Purcell a Marsiglia e
infine al teatro di Besancon in Francia la Messa di Haydn. L'altro vincitore
ex aequo, il basso moldavo Metodie Bujor, dopo il suo successo a
Sarzana ha cantato al teatro di Lipsia in Boheme nella parte di Colline, e
ancora a Lipsia ha interpretato Ramfis in Aida, Escamillo in Carmen e Mefistofele ne
La Dannazione di Faust.
La pisana diciottenne Alessandra Marianelli, seconda
classificata, ha già cantato al Carlo Felice, al Comunale di Firenze nel
Don Carlos di Zubin Meta, al Teatro dell'Opera di Roma, e ha contratti per altri
importanti teatri nazionali e francesi.
Mario Cassi, secondo ex aequo, è stato interprete come
protagonista di numerose produzioni soprattutto nel circuito dei teatri di Lucca,
Pisa e Livorno. Nella scorsa stagione ha cantato nel Bruschino e nel Mitridate alla
Fenice di Venezia, e nel Turco in Italia al Regio di Torino.
Il caso più clamoroso è però quello del tenore
Francesco Hong, che scoperto, durante il concorso del 2004 dal nostro direttore
artistico, già nel febbraio 2005 ha debuttato al Regio di Parma come Duca
di Mantova nel Rigoletto. Dopo poche settimane ha esordito al Comunale di Bologna
come Manrico nel Trovatore e da allora ha inanellato una serie di successi
cantando in Italia, ma anche in Israele con Daniel Oren, e nello scorso autunno
nella Wally di Catalani a Vienna. A settembre ha inaugurato la stagione sinfonica
del Carlo Felice di Genova cantando come tenore solista nella Sinfonia n. 1 di
Scrjabin. A novembre ha inaugurato la stagione lirica del Teatro Verdi di Trieste
con la Messa da Requiem di Verdi e Turandot sotto la direzione di Daniel Oren.
Prossimamente a Francoforte sarà Radames in Aida e Cavaradossi in Tosca,
opera questa che canterà anche al Teatro Comunale di Bologna, per debuttare
poi nella prossima estate all'Arena di Verona come interprete di Aida.
Da segnalare infine che, in queste ultime settimane, il tenore Park Sung Kiu, 31 anni,
finalista nell'edizione dello scorso anno, ha fatto il suo debutto in carriera
interpretando al Teatro Comunale di Modena il personaggio del protagonista
Pollione nella Norma di Bellini, riportando un grande successo di pubblico
e di critica, bissato subito dopo al teatro di Livorno.
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